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Sta prendendo enormemente piede in questi ultimi anni: l'elearning, ovvero la possibilità di imparare sfruttando la rete e la diffusione di informazioni a distanza. In quest'analisi, cos'è e come funziona l'elearning.
 

Elementi di informazione digitale

Analisi sull'e-learning
La prima cosa da fare è analizzare "l’informazione digitale" e come questa si rapporta con la pre-esistente informazione cartacea o vocale.

Nota: questo argomento può sembrare difficile per gli utenti che non tipicamente informatici, ma è importante trattarlo in modo approfondito perché è un pilastro basilare dell’e-learning. Per i potenziali produttori di contenuti questo è un argomento importante, per gli altri, è sufficiente che lo ricordino a grandi linee.

L’informazione digitale ha due proprietà basilari:
- la tipologia dell’informazione da digitalizzare (libri, documenti, audio, video, foto, test, questionari);
- il formato di codifica: Le informazioni, per potere essere veicolate in forma digitale, devono appoggiarsi su formati digitali di codifica dell’informazione.

Se non c’è un formato "standard" di codifica delle informazioni, accettato e leggibile dal software produttore e da quello lettore, il processo di comunicazione rischia di bloccarsi in uno dei due lati.

L’adozione di formati "non standard", impedisce l’outsourcing di parti della produzione del contenuti o l’adozione di tool di sviluppo evoluti.

Affinché la comunicazione digitale possa essere erogata con la maggior semplicità allo studente, indipendentemente dallo skill tecnologico dello stesso, è necessario che vengano adottati formati digitali di codifica stabili e quindi il meno possibile monopolizzati da aziende vendor di tecnologia, che potrebbero sfruttare il monopolio per interessi commerciali del momento.

Purtroppo i formati spesso si presentano immaturi e non si può aspettare la maturità degli stessi, per cui la prudenza in questo tipo di scelta è d’obbligo.

Oggi sul mercato non ce n'è un unico formato digitale per codificare tutte le tipologie di informazioni, ma ne esistono molti e in continua evoluzione.

Dal punto di visita pratico, il formato corrisponde di solito all’estensione del file (DOC, XML, PDF, TXT, XLS, AVI, ecc.).

Il file è quindi il contenitore dell’informazione digitale, e "per definizione", al suo interno del le informazioni sono codificate per essere leggibili solo da alcuni software.

E’ quindi importante disporre di software che sappiano creare, leggere e modificare i formati di file con cui si vogliono distribuire le informazioni.

Il produttore deve preoccuparsi che il potenziale studente abbia già installato sul suo computer il software per leggere l’informazione che vuole erogargli. La scelta migliore è quella di scegliere formati che non richiedono l’installazione di software aggiuntivi sul computer del consumatore e in tal caso il primo pensiero viene rivolto ai formati di file che compongono le pagine di Internet.

L’esperto di formati digitali

Abbiamo visto che per ogni tipologia di informazione digitalizzata, c’è uno o più formati di codifica, che non sono facilmente convertibili tra loro. Questo accade per ragioni di mercato e perché l’innovazione tecnologica non segue una strada chiara, ma molto discontinua.

Molti formati nascono per rappresentare varie tipologie di informazioni, ma pochi sopravvivono al giudizio del mercato.

Numero_Formati = Tipologia_Informazioni X Formati_Emanati_o_Proprietari

La scelta del formato digitale è fondamentale, per garantire il successo dell'iniziativa di comunicazione digitale, da due punti di vista:

- Dal punto di vista della produzione (se la fabbrica delle informazioni non è efficiente per quel formato, la produzione avviene a costi insostenibili)
- Dal punto di vista dell'erogazione del prodotto (se il produttore delle informazioni sceglie un formato immaturo, è probabile che non avrà mercato o avrà poi grossi problemi a distribuire il suo prodotto digitale

Esempio: se trasmettiamo in Italia un bellissimo film con il segnale NTSC, nessuno lo vedrà, perché in Italia il segnale televisivo viene erogato con il formato PAL.

Aggiungiamo poi che:

- i formati di codifica sono variabili "fortemente" dinamiche, per cui la scelta dei formati deve essere continuamente soggetta a monitoraggio/revisione;
- è necessario garantirsi, nelle fasi di produzione e aggiornamento dei contenuti, l’eventualità della conversione, da un "formato che può diventare absoleto", ad uno "più supportato dal mercato".

E’ quindi necessaria una professionalità specifica per:

- analizzare il settore della "produzione e aggiornamento" dei contenuti digitali;
- analizzare il settore del "consumo digitale", dal punto di vista "tecnologico" e da quello "psicologico/culturale";
- gestire i rapporti con i fornitori per le produzioni in outsourcing, ma che devono essere integrate nel sistema produttivo e distributivo dei contenuti all’interno dell’azienda o ai clienti dell’azienda stessa.

 

 
 
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