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Livello di difficoltà:Livello di difficoltà: medio  
picoSQL è un DBMS tutto italiano che consente l'archiviazione di dati. E' un database giovane ma molto promettente, che supporta subquery, store procedures, ODBC, JDBC e il classico linguaggio SQL.
 

Installazione

Guida a picoSQL
L'installazione è particolarmente semplice: se avete la distribuzione binaria, è sufficiente estrarre i file archiviati in una directory qualsiasi (\ per Windows NT/2000/XP) ed eseguire

startTestDb.sh (Unix/Linux)
startTestDb.bat (Windows)

per attivare il DB con un database di test già configurato.

N.B. su Windows NT/2000/XP viene attivato lo script setReg.js che inserisce alcune informazioni nel registry file. Fra tali informazioni è compresa la directory col DB di test che risulta corretta solo se si installa sotto \

A questo punto se si dispone di Java sul proprio computer, si può lanciare

iSQLViewerTest.sh (Unix/Linux)
iSQLViewerTest.bat (Windows)

per interrogare e amministrare il DB.
Se non dispone di Java si può usare il programma

picosql.sh (Unix/Linux)
picosql.bat (Windows)

che consente di inviare al DB delle query SQL da riga di comando.

La directory d'installazione contiene le seguenti sottodirectory:
  • bin dove risiedono tutti i programmi eseguibili;
  • lib dove risiedono le librerie (solo Unix/Linux);
  • inc dove risiedono le gli header files per le compilazioni;
  • java dove risiede il driver JDBC e le applicazioni scritte con linguaggio Java.
  • doc dove risiede la documentazione.

PicoSQL consiste fondamentalmente in un programma, picosqld, da attivare tramite inetd (o xinetd) oppure picoserv. In tal modo diventa un servizio di rete legato a una porta, cioè a un numero intero compreso tra 1 e 65535; questo numero (per esempio 6789) deve essere sempre specificato sulla linea di comando di picosqld. Per esempio:

picosqld 6789

Per l'attivazione con inetd (o xinetd), si rimanda alla documentazione relativa. picoserv è un semplice programma che sostituisce inetd, principalmente per scopi di test o debugging: il suo uso è il seguente

picoserv [-f] <lineDiComando> <porta>
Nel nostro caso l'attivazione di picosqld può essere ottenuta con il comando seguente:
picoserv "picosqld 6789" 6789
Notare come il numero di porta è specificato due volte, una come argomento di picosqld e una come argomento di picoserv.

Quando viene fatta una richiesta di connessione picoSQL legge un file di configurazione dove trova le informazioni necessarie. Questo file è un file in formato testo su Unix/Linux mentre su Windows è il registry file di sistema e deve essere modificato con il programma regedit.

  • Unix/LunixViene ricercato il file
    $HOME/.picosql.ini
    oppure, in mancanza di questo,
    /etc/picosql.ini
    In questo file possono essere presenti più sezioni, caratterizzate da un nome racchiuso tra parentesi quadre su una singola linea. Ciascuna sezione può contenere più attributi, caratterizzati da un nome (il nome attributo), un segno di uguale (=) e un valore che termina all'interruzione della linea di testo. Le linee che iniziano con il carattere punto e virgola (;) oppure diesis (#) vengono considerati commenti.
    Ciascuna sezione corrisponde a un database e comprende informazioni come utente, password e locazione del DB. Nell'esempio seguente sono dichiarati due database, il primo, chiamato picoSqlTest, accessibile a chiunque mentre il secondo, chiamato rubrica può essere acceduto solo fornendo l'appropriato nome utente e password.
     [picoSqlTest]
     DataDirectory=/home/test.db
     
     [rubrica]
     DataDirectory=/home/rubrica.db
     User=pico
     Password=soft
     PicoOdbcTrace=NO
     SuspensiveLock=YES
     ; for picosql client only
     server=localhost
     port=6789
     
  • Windows NT/2000/XP Su Windows la configurazione viene letta dal registry file a partire dalla chiave:
    HKEY_CURRENT_USER\Software\PicoSoft\PicoSQL
    oppure, in mancanza di questa,
    HKEY_LOCAL_MACHINE\Software\PicoSoft\PicoSQL
    Ogni chiave in questa sezione può corrispondere a un database. Sotto la chiave corrispondente al database possono essere definite delle stringhe, ciascuna delle quali corrisponde a un attributo del database, come utente, password e locazione del DB. Nell'esempio seguente sono dichiarati due database, il primo, chiamato picoSqlTest, accessibile a chiunque mentre il secondo, chiamato rubrica può essere acceduto solo fornendo l'appropriato nome utente e password.
     [HKEY_CURRENT_USER\Software\PicoSoft\PicoSQL\picoSqlTest]
     DataDirectory=C:\home\test.db
    
     [HKEY_CURRENT_USER\Software\PicoSoft\PicoSQL\rubrica]
     DataDirectory=C:\home\rubrica.db
     User=pico
     Password=soft
     PicoOdbcTrace=NO
     SuspensiveLock=YES
     server=localhost
     port=6789
     

Un DB è semplicemente una directory del disco che contiene tutte le tabelle create dall'utente più altre tre, __TABLES __COLUMNS e __VIEWS, create automaticamente alla prima connessione al DB e contenenti il data dictionary. Gli attributi che modificano il comportamento di picoSQL sono i seguenti:

Nome Attributo Descrizione Valori ammessi
DataDirectory
Indica dove debbono essere memorizzati i files che contengono i dati. Questo attributo è l'unico obbligatorio. Nome completo di una directory
User
Indica che per l'accesso a questo DB è necessario presentarsi con lo specificato nome utente, altrimenti si ha un rifiuto della connessione. Nome utente
Password
Indica che per l'accesso a questo DB è necessario fornire la password specificata, altrimenti si ha un rifiuto della connessione. Stringa di caratteri
PLogFile
Indica un file nel quale viene memorizzata la traccia di tutte le operazioni eseguite. Tale file può essere utilizzato dal programma pIrecover per ricostruire il DB sulla base dell'ultimo back-up. Per attivare questo comportamento, è necessario anche mettere il database in modalità AUTOCOMMIT=OFF tramite le opportune chiamate ODBC o JDBC.
N.B. Nella presente release le operazioni sui BLOB non vengono completamente annullate da una rollback
Nome completo di un file
PTransaction
Attiva la modalità commit/rollback senza file di traccia. Per attivare questo comportamento, è necessario anche mettere il database in modalità AUTOCOMMIT=OFF tramite le opportune chiamate ODBC o JDBC.
N.B. Nella presente release le operazioni sui BLOB non vengono completaente annullate da una rollback
Y o N (default)
SuspensiveLock
Quando un programma cerca di bloccare una riga di tabella già bloccata da un altro programma, per esempio usando una "SELECT ... FOR UPDATE", esso riceve per default una segnalazione di errore opportuna. Mettendo questo attributo a Y, picoSQL rimane in attesa fin tanto che la riga non diventa disponibile. Y o N (default)
SysUser
Impostando questo parametro a Y, ogni volta che viene stabilita una connessione l'utente del DB diventa anche l'utente di sistema e agisce con i permessi di quest'utlimo. Affinchè questa opzione funzioni, il demone deve essere eseguito da un utente con sufficienti autorizzazioni (utente root per Linux/Unix, privilegi SeTcbPrivilege, SeAssignPrimary e SeIncreaseQuota su Windows; in Windows l'utente e la password devono corrispondere con quelle dell'utente di sistema). Y o N (default)
MaxOpenCache
Con questa opzione si può specificare il numero massimo di file da tenere aperti per velocizzarne il riuso. Il valore di default è 10 Un numero maggiore o uguale a 0
PicoOdbcTrace
Attiva un file di traccia delle operazioni eseguite sul DB a scopo di debugging o ottimizzazione. Il file di traccia ha nome /tmp/PICOSQL<pid>.log. Y o N

 

 
 
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